L'artrosi, nota anche come osteoartrosi o meno correttamente osteoartrite, è una patologia cronica di tipo degenerativo che interessa prevalentemente le articolazioni mobili (diartrosi).
È caratterizzata dalla progressiva distruzione della cartilagine articolare, un tessuto elastico, liscio e privo di vasi sanguigni, situato sulle superfici articolari delle ossa.
La cartilagine ha la funzione di ridurre l'attrito tra i capi ossei durante il movimento e di ammortizzare i carichi meccanici, distribuendoli in modo uniforme. La perdita di cartilagine altera l'equilibrio biomeccanico dell'articolazione, causando:
Con l'avanzare della malattia, si verificano ulteriori cambiamenti strutturali:
L'artrosi è una malattia multifattoriale, causata da una combinazione di fattori predisponenti (che aumentano il rischio) e scatenanti (che agiscono direttamente sulle articolazioni).
La malattia non è il risultato di una singola causa, ma rappresenta l'interazione di molteplici condizioni che influenzano la salute articolare.
La prevalenza dell'artrosi aumenta con l'età , poiché la cartilagine articolare diventa meno elastica e resistente. Le alterazioni legate all'invecchiamento includono una riduzione della capacità rigenerativa dei condrociti e una perdita di acqua nella matrice cartilaginea. Questo porta a una maggiore vulnerabilità alle sollecitazioni meccaniche.
L'eccesso di peso corporeo rappresenta un fattore di rischio importante, in particolare per le articolazioni portanti come ginocchia, anche e colonna lombare. Ogni chilo in più aumenta notevolmente il carico articolare, accelerando il deterioramento della cartilagine. L'obesità influisce anche attraverso processi infiammatori sistemici mediati da adipochine, molecole pro-infiammatorie prodotte dal tessuto adiposo.
La predisposizione genetica gioca un ruolo significativo. L'artrosi delle mani, ad esempio, mostra una componente ereditaria evidente. Malattie genetiche, come la sindrome di Ehlers-Danlos e la sindrome di Marfan, alterano la stabilità delle articolazioni e aumentano il rischio di degenerazione.
Malattie come il diabete mellito e la gotta predispongono all'artrosi. Il diabete mellito influisce negativamente sulla salute articolare attraverso alterazioni del metabolismo cartilagineo e l'infiammazione cronica. La gotta, causata dall'accumulo di cristalli di acido urico nelle articolazioni, può accelerare il processo degenerativo.
Deformità congenite o acquisite, come il ginocchio varo o valgo, disallineamenti ossei o anomalie posturali, aumentano il carico meccanico su specifiche aree dell'articolazione, favorendo l'usura della cartilagine.
Gli infortuni alle articolazioni, come fratture, lussazioni o rotture di legamenti, sono spesso associati all'insorgenza di artrosi secondaria. Anche i microtraumi ripetuti legati a lavori fisici pesanti o sport ad alto impatto (calcio, tennis) contribuiscono all'usura articolare.
Sebbene l'artrosi non sia una malattia infiammatoria primaria, condizioni come l'artrite reumatoide possono danneggiare la cartilagine e aumentare la vulnerabilità delle articolazioni. L'infiammazione cronica locale o sistemica aggrava il processo degenerativo.
Attività professionali o sportive che richiedono movimenti ripetitivi o sforzi intensi sulle articolazioni (es. minatori, atleti professionisti) accelerano la degenerazione cartilaginea. Nei calciatori, per esempio, è frequente l'artrosi del ginocchio, mentre nei tennisti si osserva spesso una compromissione delle spalle.

L'artrosi si sviluppa quando lo stato di equilibrio articolare viene alterato. Questo equilibrio dipende da un'interazione armoniosa tra carico articolare (stress meccanico) e integrità della cartilagine. La malattia si manifesta quando:
L'artrosi è una malattia complessa che deriva da un equilibrio alterato tra i processi di degradazione e sintesi della cartilagine articolare, dell'osso subcondrale e dei tessuti molli circostanti.
Questo processo degenerativo è caratterizzato da un'interazione di fattori meccanici, biochimici e cellulari, che si influenzano reciprocamente.
Perdita totale della cartilagine, dolore cronico, deformità articolari, limitazione della mobilitÃ
Escrescenze ossee ai margini dell'articolazione, limitazione dei movimenti
Sclerosi ossea, microfratture, riduzione della funzione ammortizzante
Sinovite secondaria, accumulo di liquido sinoviale, danno amplificato
Perdita di elasticità , danno ai condrociti, rilascio di enzimi degradativi
La cartilagine articolare è un tessuto elastico e resistente che consente un movimento fluido tra le ossa e distribuisce i carichi meccanici. Nell'artrosi, la cartilagine subisce un progressivo deterioramento:
L'osso subcondrale, situato sotto la cartilagine, svolge un ruolo cruciale nel supporto articolare. Nell'artrosi:
Il ciclo patologico dell'artrosi può essere riassunto in quattro fasi principali:
L'artrosi è la patologia articolare più comune al mondo e rappresenta una delle principali cause di dolore cronico e disabilità , soprattutto nella popolazione anziana.
Con l'avanzare dell'età , il rischio di sviluppare l'artrosi aumenta notevolmente. Inoltre, fattori come un'attività fisica eccessiva o uno stile di vita sedentario, sovrappeso e traumi pregressi possono contribuire all'insorgenza della malattia. Anche la predisposizione genetica svolge un ruolo importante nella suscettibilità all'artrosi.
I cambiamenti strutturali che caratterizzano l'artrosi sono molteplici e coinvolgono diversi componenti dell'articolazione, come la cartilagine, la membrana sinoviale e l'osso subcondrale. Questi processi patologici si sviluppano gradualmente, portando a una progressiva degenerazione dell'articolazione e all'insorgenza di sintomi come dolore, rigidità e limitazione funzionale.
La corretta diagnosi e il trattamento tempestivo sono fondamentali per migliorare la qualità di vita dei pazienti e ridurre i costi sanitari associati a questa patologia.
L'artrosi colpisce oltre il 15% della popolazione adulta globale e in modo particolare i paesi maggiormente sviluppati, dove gli stili di vita sedentari o obesogeni sono comuni.
È la causa principale di dolore cronico articolare nelle persone anziane e la principale malattia articolare degenerativa.
L'artrosi è più comune a questa età negli uomini, spesso in associazione a traumi sportivi, lavorativi o accidentali.
Dopo questa soglia, la prevalenza dell'artrosi aumenta significativamente nel sesso femminile, specialmente in corrispondenza della menopausa. Questo aumento è attribuibile a:
La presenza di specifici fattori aumenta il rischio di sviluppare artrosi, soprattutto nelle articolazioni più sollecitate:
Il principale fattore di rischio. La degenerazione cartilaginea è un processo fisiologico, ma viene accelerato da altri fattori concomitanti.
Il sovrappeso aumenta il carico sulle articolazioni portanti (ginocchia, anche, colonna vertebrale) e favorisce l'infiammazione cronica sistemica.
Possono derivare da attività sportive ad alto impatto (es. calcio, rugby, tennis) o da lavori manuali intensi.
Le donne, soprattutto dopo la menopausa, hanno un rischio maggiore.
Fattori ereditari giocano un ruolo importante nell'artrosi delle mani e in alcuni tipi di artrosi secondaria.
Deformità articolari congenite o acquisite aumentano il rischio di usura precoce.
Tassi più elevati, con una prevalenza del 30-40% nelle persone sopra i 65 anni. Particolarmente comune in:
Tassi variabili con significative differenze regionali:
Tassi inferiori ma in crescita
Prevalenza generalmente più bassa (15-20% negli over 65), ma con tendenza all'aumento nelle aree urbane dove:
L'artrosi presenta un quadro clinico variabile, che dipende dalla gravità della malattia, dall'articolazione coinvolta e dalla fase del processo degenerativo. I sintomi possono progredire lentamente, con periodi alterni di peggioramento e stabilità . Gli aspetti clinici principali includono dolore, rigidità , limitazione funzionale, deformità articolari e segni specifici come i crepitii articolari.
La rigidità è un sintomo tipico, particolarmente evidente:
Le deformità articolari sono più evidenti nelle fasi avanzate e includono:
Le manifestazioni cliniche variano a seconda dell'articolazione coinvolta:
Gli aspetti clinici evolvono gradualmente:
Dolore lieve, rigidità mattutina, assenza di deformità visibili.
Dolore più persistente, limitazione funzionale evidente, comparsa di crepitii.
Deformità articolari, dolore costante, disabilità funzionale significativa.
La progressiva limitazione funzionale può rendere necessaria l'assistenza per attività quotidiane.
Dolore cronico e deformità articolari possono portare a depressione, isolamento sociale e ridotta autostima.
L'artrosi avanzata è una delle principali cause di disabilità fisica negli anziani.
L'artrosi si manifesta con una serie di sintomi principali che variano in intensità e progressione, a seconda della gravità della malattia e delle articolazioni colpite. Questi sintomi possono essere intermittenti nelle fasi iniziali, per poi diventare più persistenti e debilitanti man mano che la malattia avanza.
Fase iniziale: Il dolore è lieve e si manifesta principalmente durante o subito dopo il movimento. È di natura meccanica, ovvero peggiora con l'attività fisica e si allevia con il riposo.
Progressione: Con il peggiorare del danno cartilagineo, il dolore diventa più persistente e può insorgere anche con attività minime, come camminare o stare in piedi per periodi prolungati.
Caratteristiche del dolore: È spesso descritto come profondo, mal localizzato e di intensità variabile. Può essere associato a cambiamenti climatici, peggiorando con il freddo o l'umidità .
Irradiazione: In alcune localizzazioni, come l'anca, il dolore può irradiarsi lungo la coscia o verso il ginocchio, rendendo più difficile identificarne l'origine.
Rigidità mattutina: Dura generalmente meno di 30 minuti e tende a migliorare con il movimento. È causata dalla combinazione di alterazioni biomeccaniche e infiammazione lieve della membrana sinoviale.
Rigidità posturale: Si manifesta dopo periodi di inattività prolungata, come stare seduti per molte ore. Il movimento iniziale può risultare difficoltoso, ma porta a un miglioramento graduale.
Impatto funzionale: La rigidità riduce la capacità del paziente di iniziare le attività quotidiane, influenzando negativamente la qualità della vita.
Perdita di ampiezza articolare: La degenerazione cartilaginea, combinata alla formazione di osteofiti e alla sclerosi ossea, provoca una progressiva riduzione del raggio di movimento.
Effetto cumulativo: La limitazione si accentua con il progredire della malattia, rendendo difficoltosi movimenti come inginocchiarsi, piegarsi o ruotare.
Impatto funzionale: Nelle articolazioni portanti, come ginocchia e anche, la riduzione della mobilità compromette la capacità di camminare, salire le scale o compiere attività lavorative.
Contratture muscolari: Possono svilupparsi come meccanismo di difesa al dolore, contribuendo ulteriormente alla limitazione funzionale.
Caratteristiche: Il gonfiore è generalmente lieve, causato da un aumento del liquido sinoviale dovuto alla reazione infiammatoria secondaria.
Assenza di arrossamento: A differenza di malattie infiammatorie primarie, come l'artrite reumatoide, l'artrosi raramente provoca arrossamento o calore nella zona colpita, salvo durante episodi di sinovite.
Distribuzione: Il gonfiore è più comune nelle articolazioni portanti (ginocchia, anche) o nelle mani, dove può essere associato alla presenza di noduli ossei (Heberden e Bouchard).
I sintomi più frequenti, anche se inizialmente lievi, hanno un impatto significativo sulla qualità della vita del paziente:
Nell'artrosi, oltre ai sintomi principali, possono manifestarsi segni meno comuni ma significativi, soprattutto nelle fasi avanzate o durante episodi di riacutizzazione. Questi sintomi sono spesso correlati a specifiche articolazioni o a complicanze secondarie del processo degenerativo.
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Descrizione: I pazienti possono percepire un senso di instabilità nell'articolazione colpita, soprattutto durante il carico o i movimenti improvvisi. Questa sensazione è dovuta alla compromissione delle strutture articolari (cartilagine, legamenti, capsula articolare) che normalmente garantiscono la stabilità .
Articolazioni più colpite:
Cause sottostanti:
Conseguenze: La paura di cadere e l'effettivo rischio di lesioni possono limitare ulteriormente la mobilità e l'autonomia del paziente.
Descrizione: Sebbene il gonfiore sia solitamente lieve nell'artrosi, in alcune fasi acute o durante episodi di riacutizzazione può diventare più evidente e doloroso.
Caratteristiche cliniche:
Cause:
Articolazioni più colpite:
Descrizione: Sebbene meno frequenti, l'arrossamento e il calore locale possono manifestarsi durante episodi di riacutizzazione, indicando un processo infiammatorio secondario.
Caratteristiche cliniche:
Cause sottostanti:
Differenze con altre condizioni: A differenza delle artriti infiammatorie, l'arrossamento e il calore sono generalmente meno intensi e transitori.
Questi sintomi possono complicare il quadro clinico dell'artrosi, aumentando il dolore e la disabilità . Sebbene meno comuni, il loro riconoscimento è fondamentale per differenziare l'artrosi da altre condizioni e per impostare un trattamento adeguato, specialmente nei casi di sinovite acuta o instabilità articolare.
I segni obiettivi dell'artrosi rappresentano le manifestazioni cliniche e radiologiche osservabili durante l'esame fisico o attraverso indagini diagnostiche. Questi segni sono fondamentali per confermare la diagnosi e valutare la gravità della malattia, oltre a differenziarla da altre condizioni articolari.
Le complicanze dell'artrosi derivano dalla progressione della malattia, che porta a danni strutturali irreversibili, compromissione funzionale e, in alcuni casi, gravi ripercussioni sulla qualità della vita. Queste complicanze si manifestano soprattutto nelle fasi avanzate, quando i trattamenti conservativi non sono più sufficienti a controllare i sintomi e a mantenere la funzionalità articolare. L'artrosi avanzata può portare a una significativa riduzione della mobilità articolare, rendendo difficili o impossibili le attività quotidiane. La combinazione di dolore cronico, rigidità , deformità articolari e perdita della cartilagine contribuisce alla limitazione dei movimenti. Le difficoltà comprendono: problemi a salire le scale, camminare su lunghe distanze o mantenere l'equilibrio; incapacità di compiere movimenti essenziali come inginocchiarsi, sollevare oggetti o eseguire lavori manuali; riduzione dell'autonomia nelle attività personali, come vestirsi, cucinare, lavarsi. La disabilità può portare a isolamento sociale, depressione e riduzione dell'autostima.
L'artrosi avanzata aumenta il rischio di fratture nelle articolazioni colpite e nelle ossa circostanti. Cause principali: instabilità articolare: la perdita di stabilità dovuta a deformità e debolezza muscolare aumenta il rischio di cadute; sclerosi subcondrale: l'osso subcondrale diventa più fragile e rigido, riducendo la sua capacità di assorbire gli urti; atrofia muscolare: la riduzione del tono muscolare attorno alle articolazioni contribuisce a un supporto inadeguato. Articolazioni più a rischio: anche: fratture del collo del femore, particolarmente comuni negli anziani con artrosi avanzata; colonna vertebrale: fratture da compressione nelle vertebre; ginocchia: fratture periarticolari dovute a sovraccarico meccanico. Le fratture possono portare a una completa immobilità temporanea o permanente, con un significativo peggioramento della qualità della vita.
Il dolore cronico è una complicanza comune nelle fasi avanzate dell'artrosi, spesso resistente ai trattamenti convenzionali. Caratteristiche: il dolore diventa persistente, presente sia durante l'attività fisica che a riposo; può interferire con il sonno e causare affaticamento cronico; è spesso amplificato da processi infiammatori secondari e dalla presenza di osteofiti. Il dolore cronico non controllato può compromettere ulteriormente la mobilità e portare a disturbi psicosociali, come ansia e depressione.
L'instabilità articolare è una complicanza che aumenta il rischio di cadute e traumi. La combinazione di perdita della cartilagine, deformità e debolezza muscolare rende difficoltoso mantenere una postura stabile. Questo fenomeno è particolarmente problematico nelle articolazioni portanti, come ginocchia e anche.
Le deformità articolari, come il ginocchio varo o valgo e i noduli ossei delle mani, possono diventare invalidanti. Limitano la mobilità e l'uso delle mani per attività di precisione, come scrivere o afferrare oggetti.
Isolamento sociale: la riduzione della mobilità e della capacità di partecipare alle attività quotidiane può portare al ritiro sociale. Depressione: la cronicità del dolore e la perdita di autonomia possono avere un forte impatto psicologico. Riduzione della qualità della vita: la combinazione di dolore, disabilità e isolamento porta a una significativa riduzione del benessere complessivo.
L'artrosi è una malattia cronica e progressiva, il cui decorso varia notevolmente da paziente a paziente in termini di velocità e gravità . La malattia evolve attraverso tre fasi principali, ciascuna caratterizzata da manifestazioni cliniche e funzionali specifiche. L'evoluzione dipende da diversi fattori, tra cui la localizzazione dell'artrosi, i fattori predisponenti (es. obesità , traumi) e l'efficacia del trattamento.
Segni clinici: Spesso assenti o lievi, come gonfiore non evidente e crepitii articolari iniziali.
Impatto funzionale: In questa fase il paziente può ignorare i sintomi, sottovalutandoli come un normale segno di invecchiamento o di affaticamento.
Obiettivi terapeutici: Rallentare la progressione della malattia attraverso modifiche dello stile di vita, controllo del peso e gestione del carico articolare.
Segni clinici: Deformità iniziali, come noduli di Heberden e Bouchard nelle mani, o alterazioni dell'asse articolare (es. ginocchio varo o valgo).
Impatto funzionale: Il paziente inizia a sperimentare limitazioni significative, con una ridotta capacità di svolgere attività lavorative o ricreative.
Obiettivi terapeutici: Ridurre il dolore, mantenere la funzionalità articolare e prevenire ulteriori danni attraverso terapie farmacologiche (FANS, analgesici), fisioterapia e interventi non farmacologici (es. esercizio fisico mirato).
Segni clinici: Presenza di osteofiti palpabili, deformità assiali marcate (ginocchio varo o valgo), accorciamento dell'arto interessato (nell'artrosi dell'anca).
Impatto funzionale: Grave compromissione della mobilità , con possibile necessità di supporti per camminare (bastone, deambulatore) o di assistenza nelle attività quotidiane.
Complicanze: Disabilità permanente, rischio di fratture patologiche e isolamento sociale dovuto alla perdita di autonomia.
Obiettivi terapeutici: Migliorare la qualità della vita, controllare il dolore cronico e considerare interventi chirurgici, come l'artroplastica, nei casi più gravi.
In molti pazienti, i sintomi progrediscono nel corso di anni o decenni, con un peggioramento costante ma non lineare.
Episodi temporanei di aggravamento dei sintomi, spesso scatenati da sovraccarico articolare, traumi minori o cambiamenti climatici (freddo e umidità ).
In alcuni casi, i sintomi possono migliorare temporaneamente, specialmente in risposta a trattamenti farmacologici o non farmacologici.
La diagnosi dell'artrosi si basa su un approccio multidisciplinare che combina anamnesi accurata, esame fisico approfondito e strumenti diagnostici specifici. L'obiettivo principale è confermare la presenza della malattia, valutarne la gravità e differenziarla da altre condizioni articolari che possono avere sintomi sovrapponibili, come l'artrite reumatoide o la gotta.
Gli esami di laboratorio non sono specifici per l'artrosi, ma sono utili per escludere altre patologie articolari:
Una diagnosi precoce permette di:
La diagnosi differenziale dell'artrosi è fondamentale per distinguere questa patologia degenerativa da altre condizioni articolari che possono presentare sintomi simili, come dolore articolare, rigidità o gonfiore. Una diagnosi accurata consente di evitare trattamenti inappropriati e di impostare una gestione mirata. Di seguito vengono approfondite le principali condizioni da considerare nella diagnosi differenziale.
Caratteristiche cliniche:
Esami diagnostici:
Differenze principali: L'artrite reumatoide è una malattia autoimmune sistemica, caratterizzata da infiammazione cronica e coinvolgimento simmetrico, mentre l'artrosi è una patologia meccanico-degenerativa.
Caratteristiche cliniche:
Esami diagnostici:
Differenze principali: Le spondiloartriti sono patologie infiammatorie che colpiscono prevalentemente giovani adulti, con dolore infiammatorio e coinvolgimento della colonna vertebrale, mentre l'artrosi è legata all'età e ha una distribuzione articolare diversa.
Caratteristiche cliniche:
Esami diagnostici:
Differenze principali: La gotta è caratterizzata da episodi acuti di artrite infiammatoria con coinvolgimento monoarticolare, a differenza dell'artrosi, che è cronica e meccanica.
Caratteristiche cliniche:
Esami diagnostici:
Differenze principali: L'osteoporosi è una malattia sistemica che colpisce la densità ossea e predispone a fratture, mentre l'artrosi è localizzata e interessa le articolazioni.
1. Artrite settica:
2. Artrite psoriasica:
3. Pseudogotta:
La diagnosi differenziale consente di:

La gestione dell'artrosi richiede un approccio multimodale, combinando trattamenti non farmacologici, farmacologici e, nei casi avanzati, interventi chirurgici. L'obiettivo principale è alleviare il dolore, migliorare la funzionalità articolare e rallentare la progressione della malattia.
Gli interventi non farmacologici costituiscono la base del trattamento dell'artrosi, poiché mirano a ridurre il carico articolare, migliorare la mobilità e potenziare la muscolatura circostante.
Il trattamento farmacologico è mirato alla gestione del dolore e dell'infiammazione, con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita del paziente.
Nei casi avanzati o quando i trattamenti conservativi non sono più efficaci, può essere necessario ricorrere a interventi chirurgici:

L'artrosi è una malattia cronica e progressiva che, in assenza di trattamento, tende a peggiorare nel tempo, portando a un progressivo deterioramento della funzionalità articolare. Tuttavia, grazie agli interventi terapeutici disponibili, la progressione della malattia può essere rallentata e i sintomi gestiti in modo efficace, migliorando significativamente la qualità della vita dei pazienti.
Decorso clinico variabile:
Fasi della progressione:
La prognosi dell'artrosi è influenzata da:
Trattamenti non chirurgici:
Trattamenti chirurgici:
Ricerca e innovazioni terapeutiche:
Tecnologie chirurgiche avanzate:
L'artrosi non ha una cura definitiva, ma con trattamenti adeguati è possibile:
Nei casi avanzati, la chirurgia rappresenta una soluzione efficace per recuperare la mobilità e ridurre il dolore, sebbene non sia in grado di ripristinare completamente una funzione articolare normale.
L'artrosi è una malattia cronica e progressiva che tende a peggiorare nel tempo, ma la velocità di progressione può variare significativamente tra i pazienti.
Grazie agli interventi terapeutici disponibili, la progressione della malattia può essere rallentata e i sintomi gestiti in modo efficace, migliorando la qualità della vita dei pazienti.
La ricerca e le innovazioni terapeutiche, come le terapie biologiche e le tecnologie chirurgiche avanzate, offrono nuove speranze per migliorare la gestione dell'artrosi nel lungo termine.
L'artrosi è la patologia articolare più comune al mondo e rappresenta una delle principali cause di dolore cronico e disabilità , specialmente nella popolazione anziana. Si tratta di una malattia cronica e degenerativa che colpisce prevalentemente le articolazioni mobili (diartrosi), determinando una progressiva perdita della cartilagine articolare e alterazioni delle strutture ossee e periarticolari.
Una diagnosi precoce è essenziale per rallentare la progressione della malattia e preservare la funzionalità articolare. Gli strumenti diagnostici comprendono:
La gestione dell'artrosi deve essere personalizzata in base alla gravità della malattia, all'articolazione interessata e alle esigenze del paziente.
Trattamenti non farmacologici:
Trattamenti farmacologici:
Trattamenti chirurgici: Artroplastica per i casi avanzati con dolore cronico e disabilità significativa.
L'artrosi è una malattia progressiva, il cui decorso può variare:
Sebbene la progressione sia inevitabile, un trattamento tempestivo può rallentare il deterioramento e migliorare la qualità della vita.
L'artrosi non colpisce solo le articolazioni, ma può avere un impatto profondo sulla vita del paziente:
Le nuove opzioni terapeutiche, come le infiltrazioni di PRP (plasma ricco di piastrine) e le terapie con cellule staminali, stanno mostrando risultati promettenti nel rallentare la progressione e favorire la rigenerazione della cartilagine.
Le tecnologie chirurgiche avanzate, come la chirurgia robotica e le protesi personalizzate, stanno migliorando i risultati funzionali e riducendo i tempi di recupero.
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